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Esperanto
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Lmweg'mwewesperanto è una mwfalingua pianificatacite-ref-4[4] iniziata tra il mwgq1872 e il mwgg1887 da mwgwLudwik Lejzer Zamenhof. È la più conosciuta e utilizzata tra le mwhalingue ausiliarie internazionali (LAI)cite-ref-5[5]. Presentata nellmwiq'mwigmwiwUnua libro (mwjalett. "primo libro", mwjqVarsavia, mwjg1887) come mwjwLingvo Internacia (mwkalett. "lingua internazionale")cite-ref-6[6], prese in seguito il nome mwlqesperanto (mwlglett. "colui che spera", "sperante") dallo pseudonimo «mwlwDoktoro Esperanto» usato dal suo inventore.

L'esperanto si prefigge lo scopo di fornire uno strumento accessibile e semplice ma espressivo per il dialogo internazionale, che possa garantire comprensione e mwmqpace tramite una seconda lingua appartenente all'umanità e non a una particolare nazione.cite-ref-praga-7-0[7] Ponendo enfasi sulla valorizzazione del mwngmultilinguismo e sui mwnwdiritti linguistici, si fa promotore dell'insegnamento delle lingue.cite-ref-praga-7-1[7]cite-ref-raumo-8-0[8]

Le regole della mwqqgrammatica dell'esperanto, scelte da varie lingue studiate da Zamenhof affinché fossero semplici da imparare, minimizzano le eccezioni. I vocaboli e la semantica derivano in maniera preponderante dalle mwqglingue indoeuropee parlate in Europa e in particolare dalle mwqwlingue romanze (mwrafrancese e mwrqitaliano), ma anche da mwrglingue germaniche (mwrwtedesco e mwsainglese) e mwsqslave (mwsgrusso e mwswpolacco), oltre che dal mwtagreco e dal mwtqlatino.cite-ref-9[9] La lingua è fortemente mwugagglutinante e mwuwisolante,cite-ref-10[10] con prefissi e suffissi che possono essere liberamente ricombinati con altre radici per generare nuove parole, rendendo possibile comunicare anche con un vocabolario ristretto. La logica serrata della lingua minimizza l'ambiguità, offrendo applicazioni in mwwalinguistica computazionale per il mwwqprocessamento automatico del linguaggio.cite-ref-11[11]

Vari studi hanno suggerito che le forme regolari dell'esperanto ne permettono l'apprendimento anche da autodidatti e in età adulta;cite-ref-12[12] altre indagini dimostrano come dei ragazzi che hanno studiato l'esperanto, ad esempio tramite il mwywmetodo Paderborn,cite-ref-13[13] apprendano più facilmente un'altra lingua straniera.cite-ref-bollettinoufficiale-14-0[14]

L'espressività dell'esperanto è attestata dalla traduzione di opere letterariecite-ref-15[15] e dalla produzione originale in lingua che spazia in tutte le arti: dalla poesia alla prosa, dalla musica alla drammaturgia; per la mwcqletteratura, dal 1993 è attiva una sezione esperantofona al mwcgPEN International.cite-ref-16[16]

mweamweqEsperantujo è il termine che denota i luoghi ove si parla esperantocite-ref-17[17] e l'mwfgAssociazione universale esperanto (UEA), con sede a mwfwRotterdamcite-ref-18[18] e in relazioni ufficiali con l'mwhaONU e l'mwhqUNESCO,cite-ref-19[19] è la principale associazione di parlanti. Lmwig'mwiwmwjaAkademio de Esperanto è la principale istituzione dedita allo studio della lingua,cite-ref-20[20] mentre il principale convegno annuale è il mwkqCongresso universale (UK).cite-ref-21[21] Il mwlgfinvenkismo e il mwlwraumismo rappresentano le due principali correnti ideologiche che animano il mwmamovimento esperantista per la promozione della lingua.cite-ref-22[22]

La tradizione dell'esperanto in mwngPolonia e in mwnwCroazia è stata dichiarata patrimonio culturale immaterialecite-ref-0-23-0[23]cite-ref-1-24-0[24] Proposto come lingua franca per l'mwqaUnione europea,cite-ref-25[25]cite-ref-26[26] l'esperanto ha ricevuto nel corso del XX secolo l'avallo delle Nazioni Unite, ad esempio nella Conferenza di Montevideo (1954).cite-ref-27[27]

Contents

Ideali
Storia
Pronomi
Cinema
Musica
Note

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Ideali

L'assunto di Zamenhof è che l'assenza o difficoltà di dialogo dovuta alle differenze linguistiche crea incomprensioni, ed è stata causa di violenza più volte nel corso della storia. Egli chiamò l'esperanto dapprima mwugLingvo Internacia (pronunciata /ˈliŋɡvo internaˈt͡siːa/), poiché aveva come scopo quello di essere usata come lingua tra le diverse nazioni che così avrebbero potuto dialogare e comprendersi a vicenda, proteggendo le lingue minori e quindi la differenza linguistica. Rispetto alla nazione che "presta" o impone la propria lingua per le comunicazioni internazionali si ha in genere mwvasudditanza culturale e differenze di capacità espressiva tra i nativi di tale lingua e tutti gli altri. Il livello dei non nativi varia in base soprattutto allo sforzo economico e alla quantità di tempo effettuato per l'apprendimento che solo pochi possono permettersi (ad esempio corsi o viaggi all'estero per perfezionare le lingue apprese) causando maggiori disagi alle parti più povere della popolazione. È per questo che la sua principale caratteristica dal punto di vista ideologico è la neutralità, in quanto dovrebbe essere imparata come seconda lingua (e non in sostituzione alla propria) per il contatto e la comprensione reciproca solo tra genti di lingue diverse e, contrariamente a quanto ancora oggi alcuni pensano, non ha mai voluto imporsi come lingua unica mondiale sopprimendo le altrecite-ref-28[28]cite-ref-29[29]. Inoltre, il suo uso esclusivamente come seconda lingua è necessario, perché un uso come prima lingua in diverse regioni geografiche porterebbe a diverse varianti (dovute alla naturale evoluzione del parlatocite-ref-30[30]) compromettendo a lungo andare la comprensione reciproca internazionale, fine primo dell'esperanto.

Gli ideali del movimento sono riassunti nella mwygDichiarazione di Boulognecite-ref-31[31] e il mwzwManifesto di Pragacite-ref-manifestopraga-32-0[32], nei quali viene posto l'accento sulla neutralità del movimento rispetto a ogni tipo di organizzazione o corrente (politica, religiosa o di altro tipo) e ribadita l'indipendenza di ogni esperantista dal movimento. Infatti è definito esperantista semplicemente chi impara la lingua, a prescindere dagli usi fatti, dalla condivisione degli ideali o dall'aderenza al movimento.

Simboli

Simboli dell'esperanto

Un riassunto abbastanza chiaro sul carattere della lingua è dato dalla bandiera dell'esperanto, che è formata da un fondo verde che sull'angolo superiore sinistro presenta un riquadro bianco nel quale sta una stella verde a 5 punte (la bandiera per questo è anche detta mw5gverda stelo, stella verde). La stella a cinque punte rappresenta i cinque continenti abitati, il colore verde la speranza di un futuro migliore, mentre il bianco rappresenta la neutralità e la pace.

Tra vari simboli di limitato successo, un'altra bandiera ideata da un esperantista brasiliano nel 1987 è invece ampiamente conosciuta.cite-ref-33[33] È detta mw7aJubilea, e rappresenta due "mw7qe" verdi disposte simmetricamente su fondo bianco a rappresentare il mondo. I colori sono anche qui il bianco e il verde, con i medesimi significati della bandiera più tradizionale.

A parte alcune preferenze entrambe le bandiere sono riconosciute dagli esperantisti, anche se la più nota e usata è la tradizionale mw7wverda stelocite-ref-34[34].

Storia

«

Non ricordo quando, ma in ogni caso abbastanza presto, cominciai a rendermi conto che l'unica lingua [soddisfacente per il mondo intero] avrebbe dovuto essere neutra, non appartenente a nessuna delle nazioni ora esistenti...

Per qualche tempo fui sedotto dalle lingue antiche e sognavo che un giorno avrei potuto viaggiare per il mondo e con discorsi ardenti avrei convinto gli uomini a riesumare una di queste lingue per uso comune. In seguito, non ricordo più come, giunsi alla precisa conclusione che questo era impossibile e cominciai a sognare nebulosamente di una NUOVA lingua artificiale.

»

(L.L. Zamenhof nella sua lettera a Nikolai Afrikanovich Borovko)

La genesi dell'esperanto non può che essere legata alla storia di Zamenhof. Egli passò la sua infanzia a mw-aBiałystok, attualmente in mw-qPolonia ma che a quei tempi era nella provincia baltica della mw-gLituania e quindi appartenente all'mw-wImpero russo, dove convivevano diversi gruppi etnici. Queste divisioni etniche e culturali che sfociavano spesso in violenza erano quindi fonti di dolore per lui sin da bambino, portandolo all'idea che una lingua condivisa potesse aiutare i vari gruppi a comunicare. Affinché le diverse minoranze fossero messe alla pari, la lingua con cui avrebbero dovuto comunicare non avrebbe dovuto sostituire le varie lingue, né sarebbe dovuta appartenere a nessuno dei gruppi in discordia (il più forte), ma avrebbe dovuto essere neutracite-ref-ebraismoesperanto-35-0[35]cite-ref-36[36]. Per capire meglio la situazione basta leggere quanto lo stesso Zamenhof scrivevacite-ref-37[37]:

«

Questo luogo della mia nascita e degli anni della mia fanciullezza ha impresso il primo corso a tutte le mie aspirazioni successive. La popolazione di Białystok è formata da quattro elementi: russi, polacchi, tedeschi, ebrei. Ciascuno di questi gruppi parla una lingua diversa e ha relazioni non amichevoli con gli altri gruppi. In tale città, più che altrove, una natura sensibile percepisce la pesante infelicità della diversità linguistica e si convince a ogni passo che la diversità di lingue è la sola causa o almeno la principale che allontana la famiglia umana e la divide in fazioni nemiche. Sono stato educato all'idealismo; mi hanno insegnato che tutti gli uomini sono fratelli e intanto sulla strada e nel cortile tutto a ogni passo mi ha fatto sentire che non esistono uomini, esistono soltanto russi, polacchi, tedeschi, ebrei, ecc. Questo ha sempre tormentato il mio animo infantile, anche se molti sorrideranno su questo dolore per il mondo da parte di un bambino. Poiché a me allora sembrava che i "grandi" fossero onnipotenti, mi ripetevo che quando sarei stato grande io senz'altro avrei eliminato questo male.

»

(L.L. Zamenhof nella sua lettera a Nikolai Afrikanovich Borovko)

Origine: il lavoro del giovane Lejzer

Zamenhof conosceva la difficoltà che ha l'mwaqwapprendimento di una lingua straniera, egli stesso usava quotidianamente mwaq0russo e mwaq4polacco, conosceva l'mwaq8ebraico insegnatogli dal padre e infine studiò mwaragreco e mwarelatino, mwaritedesco, mwarmfrancese e mwarqinglese in quanto studente di ginnasio (che frequentò a Varsavia, dove nel frattempo si era trasferito). Egli quindi usò il suo bagaglio linguistico per creare una lingua semplice che richiedesse un impiego di risorse economiche alla portata di tutti. Quindi, dopo aver lavorato per alcuni anni e aver creato diversi stadi di evoluzione della lingua (mwaruprotoesperanto) dei quali poco ci resta, arrivò per due volte a un completamento della sua lingua internazionale. La prima volta che festeggiò la fine del suo lavoro fu nel 1878 in occasione del suo diciannovesimo compleanno, giorno in cui lesse ai suoi compagni di scuola una breve poesia scritta nella sua nuova lingua. Poiché i suoi appunti vennero bruciati dal padre, che vedeva la passione del figlio come una distrazione dagli studi di medicina, dovette riprendere il lavoro in seguito, giungendo alla lingua definitiva nel mwary1887. In questo anno pubblicò, inizialmente in russo, con lo pseudonimo “Doktoro Esperanto” (Dottor Sperante) lmwarc'mwargInternacia lingvo, un'opera che segnò l'inizio della diffusione della lingua internazionale (lo pseudonimo usato per la firma dell'opera diede poi il nome alla lingua stessa pubblicata)cite-ref-38[38]. L'opera, comunemente nota come mwar0Unua libro, è menzionata nella Cronologia Generale degli eventi più importanti della storia del mondo e fu stampata in 3000 esemplari. Si tratta di un volume oggi rarissimo. Le copie conosciute sono solo quattro, tre delle quali presenti nelle seguenti istituzioni: Biblioteca Nazionale Austriaca, Biblioteca dell’Università di Varsavia, Biblioteca di stato russa. L’unica copia conosciuta in possesso di un cittadino privato è quella di un collezionista. Una quinta copia, un tempo presente in Germania, venne trasferita durante il periodo mwar4nazista dalla Royal Saxony Library alla mwasaBiblioteca di Stato di Berlino. Nonostante sia menzionata nel catalogo della biblioteca, questa copia non è fisicamente presente e probabilmente fu perduta durante la mwaseseconda guerra mondiale.

Grazie alla diffusione di quest'opera e di altre grammatiche, alla sua semplicità ma soprattutto ai suoi ideali, la lingua internazionale cominciò a diffondersi in tutta mwasmEuropa tra intellettuali e persone comuni, che diedero vita al movimento esperantista. La comunità fu fondamentale per l'evoluzione della lingua che, grazie all'uso, acquistò naturalezza e cominciò ad avere tratti più definiti e un carattere propriocite-ref-ebraismoesperanto-35-1[35]. Anche se non si può dirlo con certezza, il primo esperantista italiano è considerato mwasgDaniele Marignoni, il quale imparò la lingua internazionale circa un anno dopo la nascita dell'esperanto (fra il 1888 e il 1889) e già nel 1890 pubblicò la prima grammatica di esperanto in italianocite-ref-39[39].

Diffusione: la comunità esperantista

Nel mwatc1905 a mwatgBoulogne-sur-Mer in Francia esperantisti provenienti da 20 Paesi si riunirono per trattare alcuni problemi e usarono esclusivamente l'esperanto, dimostrandone per la prima volta l'efficacia. Da questo momento in poi la storia dell'esperanto è passata da Zamenhof alla comunità degli esperantisti, che hanno fatto evolvere la lingua a patto di non modificare i punti essenziali fissati nel mwatkmwatoFundamento de Esperanto, presentato in occasione del congresso per evitare la divisione della lingua. Alla fine di tale congresso fu anche redatta la mwatsDichiarazione di Boulogne (o Dichiarazione sull'essenza dell'esperantismo) in cui si ribadisce che l'esperanto è proprietà del mondo intero e che inoltre deve essere libero da ogni tipo di strumentalizzazione o ideologia politica, religiosa o di altro genere.

La rapidità dell'espansione del movimento subì vari duri colpi nel corso della mwat0prima guerra mondiale, ma soprattutto nella mwat4seconda guerra mondiale a causa di mwat8Hitler, che riteneva l'esperanto la lingua degli mwauaebreicite-ref-40[40] (infatti mwauuZamenhof era ebreo), ma anche nella mwauyRussia di mwaucStalin (e più recentemente, nell'mwaugIraq di mwaukSaddam Hussein)cite-ref-41[41]. Nel secondo dopoguerra (eccetto dove gli esperantisti erano ancora perseguitati) il movimento riprese vigore, ma subendo la forza a livello internazionale del francese prima e soprattutto dell'inglese poi, data la forza e l'influenza degli mwau4Stati Uniti d'America sulla scena internazionale.

Nel mwava1954 l'mwaveUNESCO alla sua Conferenza Generale che si tenne a mwaviMontevideo, considerando i risultati raggiunti dall'esperanto nel campo degli interscambi intellettuali internazionali e per l'avvicinamento dei popoli del mondo, riconosceva che tali risultati rispondono ai suoi scopi e ideali. Nella stessa risoluzione l'UNESCO incarica il Direttore Generale di seguire l'evoluzione dell'utilizzo dell'esperanto nella scienza, nell'educazione e nella cultura, e a questo scopo di collaborare con l'mwavmUniversala Esperanto-Asocio (la principale associazione che riconosce gli esperantisti) negli ambiti che interessano entrambe le associazionicite-ref-42[42]. Sempre l'UNESCO si riespresse a favore dell'esperanto nel mwavg1985 a mwavkSofia, dove a differenza di quanto dichiarato a Montevideo il testo mwavoraccomandava anche a organizzazioni non governative e agli Stati Membri di curare la diffusione della lingua internazionalecite-ref-43[43].

Nel mwawa1996 a mwawePraga fu pubblicato l'omonimo mwawiManifesto, che pone l'accento sui diritti linguistici che le politiche internazionali non rispetterebbero.

L'esperantismo oggi

Si stima che siano presenti esperantofoni in almeno 120 paesi nel mondo, principalmente in mwawwEuropa, mwaw0Brasile e mwaw4Cina. Secondo le ricerche del prof. mwaw8Sidney Spence Culbert dell'mwaxaUniversità di Washington, 1,6 milioni di persone parlano l'esperanto a "livello 3 di lingua straniera". Questo livello designa una competenza linguistica in cui si sia in grado di sostenere una conversazione in lingua che vada al di là delle frasi di circostanzacite-ref-44[44]cite-ref-45[45]. mwaxkmwaxoEthnologue afferma inoltre che tra 200 e mwaxs2 000 persone parlano l'esperanto come madrelingua (in esperanto: mwaxwdenaskaj Esperanto-parolantoj)cite-ref-46[46]. Le stime sembrano confermate dai dati statistici sull'uso di alcuni siti web esperantisti. Ad esempio statistiche di un noto corso autodidattico (mwayeKurso de Esperanto) relative al mese di settembre 2009 contano che il corso è stato scaricato circa 6.900 volte, ma non è possibile sapere quante persone effettivamente lo hanno concluso. Il 28 maggio 2015 è stata lanciata la versione per l'esperanto di mwayiDuolingo, un corso di lingue in rete pensato per i dispositivi mobili. Nonostante la prima versione fosse solo in inglese (i progetti per la traduzione in spagnolo e altre lingue sono partiti alcuni mesi dopo), il 21 agosto 2015 c'è stata l'iscrizione del mwaym100 000esimo corsista, mentre ad un anno dal lancio gli iscritti (attivi e non) erano più di mwayq400 000.cite-ref-47[47]

Grazie alle associazioni esperantiste, alla diffusione delle grammatiche e recentemente anche per opera di Internet il numero di esperantisti è in aumento. La regolarità, la semplicità e la forte produttività dell'esperanto permettono al discente (anche autodidatta) di raggiungere un livello di competenza linguistica soddisfacente in un tempo molto minore rispetto a qualsiasi mwayolingua etnica; si stima che siano necessari meno di sei mesi di studio per avere una buona padronanza dell'esperanto, contro gli anni di studio di altre lingue per raggiungere lo stesso livellocite-ref-48[48].

Allo scopo di sviluppare e diffondere la cultura della lingua, ogni anno l'mwazaAssociazione universale esperanto organizza in una diversa località il mwazeCongresso universale di esperanto, cui partecipano solitamente tra i mwazi1 500 e i mwazm2 500 esperantisti dei diversi angoli del pianeta. A tale appuntamento si sommano una serie di congressi e incontri di minore rilievo, organizzati da associazioni esperantiste di vario ordine e grado, e talvolta riservati a categorie specifiche: ad esempio, l'mwazqInternacia Junulara Kongreso è il principale evento rivolto principalmente ai giovani esperantofoni; l'IKUE-Kongreso è un incontro a tema cattolico; e così via.

Anche in mwazcItalia vengono organizzati annualmente molti incontri in cui viene utilizzata la lingua esperanto. I più importanti sono il mwazgCongresso di esperanto in Italia, organizzato dalla mwazkFederazione esperantista italiana, e il mwazoFestival giovanile internazionale organizzato dalla mwazsGioventù esperantista italiana.

Gli incontri, nazionali e non, creano quella che è anche un'attrattiva non ufficiale della lingua. Per facilitare gli spostamenti, servizi come mwaz0Pasporta Servo raccolgono gli indirizzi di tutti gli esperantisti che sono disposti a ospitare gratuitamente coloro che conoscono la lingua internazionale.

Nel mondo esistono specifiche comunità locali che hanno adottato l'esperanto come lingua di comunicazione. Famose per i loro scopi umanitari sono la comunità mwaz8Bona Espero in mwaaaBrasile e l'mwaaeONLUS Changamano in Africacite-ref-49[49].

Tra le organizzazioni esperantiste, recentemente è emersa la Civitas esperantica (mwaagEsperanta civito), in contrasto con le organizzazioni esperantiste tradizionali poiché si propone come scopo il riconoscimento della comunità esperantofona come identità culturale transnazionalecite-ref-50[50].

Fonologia, alfabeto e ortografia

L'esperanto possiede 23 consonanti e cinque vocali; a ciascun mwabufonema della lingua corrisponde una lettera, così da avere la massima mwabytrasparenza fonologica possibile ed evitare ambiguità. Tra le consonanti, due sono mwabcapprossimanti o semivocali, ossia la "j" e la "ŭ", presenti esclusivamente nei mwabgdittonghi. La variabilità nella pronuncia è molto ristretta, tuttavia è possibile che si realizzino delle varianti combinatorie come quando la "n" (pronunciata di solito come la [n] dell'mwabkalfabeto fonetico internazionale), è seguita da mwaboconsonante velare e spontaneamente si assimila ad essa, con realizzazione [ŋ]. In ogni caso è opportuno evitare la confusione con altri fonemi. La presenza di sole cinque vocali garantisce la reciproca comprensione anche se queste sono pronunciate in modo più aperto o più chiuso (rispetto ai fonemi di riferimento) da parlanti di diversa provenienza.

L'mwabwaccento di parola nelle parole plurisillabiche è posto sempre sulla penultima sillaba, quindi non è necessario ricorrere a segni grafici per gli accenti.

La scrittura dell'esperanto è perfettamente monogrammatica: mwab4a ogni grafema corrisponde un fonema e viceversa. Poiché lo spazio fonetico dell'esperanto (cioè l'insieme dei suoni usati nella sua fonetica) è composto da 28 elementi, mwab8Zamenhof introdusse due segni diacritici. Il primo è il mwacacirconflesso (^) presente nelle tastiere delle macchine per scrivere del suo tempo, basate sull'alfabeto del francese, per creare nuove lettere: mwace"ĉ, ĝ, ĥ, ĵ, ŝ". Il secondo è il segno di mwacibreve, impiegato per creare la lettera "mwacmŭ" che indica una "u mwacqsemiconsonantica" (come la "u" di mwacuuomo /'wɔmo/). Le lettere "q, w, x, y" sono utilizzate solo nelle espressioni matematiche (in particolare la "x" viene usata nel sistema di scrittura "cx" descritto in seguito).

Problemi delle lettere speciali al computer e loro soluzioni

Le lettere con segni diacritici hanno dato alcuni problemi pratici per la loro rappresentazione. Dapprima il problema si pose per le macchine per scrivere che non sempre erano fornite di tali segni, mentre più di recente con i mwag4computer fu ereditata la problematicità della scrittura e dell'invio di queste informazioni con sistemi non tutti atti a poterle scrivere o visualizzare. Il problema sussiste ancora oggi per i vecchi sistemi informatici che non adottano mwag8Unicodecite-ref-51[51]. Le soluzioni adottate e ancora diffuse prevedono la mwahqtraslitterazione delle lettere con cappellino con dei mwahudigrammi (due lettere lette come una sola) sacrificando la biunivocità suono-lettera. Ogni digramma è formato dalla lettera senza segno diacritico e una data lettera che la segue, la quale indica che la lettera precedente avrebbe dovuto avere un segno in testa; di solito la lettera usata per i digrammi è la "x", perché non fa parte dell'alfabeto esperanto ("X-sistemo" o "Ikso-sistemo" traducibile in "sistema X"cite-ref-sistemi-52-0[52]) oppure la "h", che è esteticamente più gradevole ("H-sistemo" o "sistemo-H"), inventato dallo stesso Zamenhof; apparve nel mwahoFundamento de Esperanto e fu adottato sin dal mwahsprimo Congresso Universale di Esperantocite-ref-sistemi-52-1[52]).

Di recente grazie alla diffusione di Unicode altre soluzioni permettono la scrittura e l'invio delle lettere tradizionali dell'alfabeto esperantista anche al computer, per cui si può prevedere una drastica riduzione dell'uso dei sistemi cx e ch entro non molti anni. È il caso di programmi che sostituiscono automaticamente i digrammi del sistema "cx" e/o "ch" con le lettere tradizionali con segno grafico, o permettono di personalizzare la mappatura della tastiera, a seconda dei vari sistemi operativi (vedere notacite-ref-localizzazionetastiera-53-0[53]). Quasi ogni mwaiudistribuzione Linux recente permette addirittura la mwaiylocalizzazione completa dell'interfaccia utente del mwaicsistema operativo in esperanto come per altre lingue, ad esempio per le versioni basate su mwaigDebiancite-ref-deb-esperanto-mailing-54-0[54] o mwai0Ubuntucite-ref-55[55].

Cirillizzazione

Durante l'epoca mwajqsovietica, gli esperantisti dell'Est scrivevano frequentemente nella lingua internazionale usando i caratteri mwajucirillici, giacché le mwajymacchine per scrivere provviste di lettere latine erano poco comuni. Ai giorni nostri, l'alfabeto cirillico non è più necessario per scrivere in esperanto. Può essere usato, tuttavia, per trascrivere i testi dei manuali di esperanto destinati ai popoli le cui lingue usano questo sistema (cioè la metà delle mwajclingue slave, in quanto l'altra metà usa l'alfabeto latino, ad eccezione del mwajgserbocroato che usa entrambi gli alfabeti).

Il sistema qui descritto ha origine bielorusse, russe e serbe.

| Lettera latina | Lettera cirillica | Pronuncia AFI |
|---|---|---|
| A a | А а | /a/ |
| B b | Б б | /b/ |
| C c | Ц ц | /t͡s/ |
| Ĉ ĉ | Ч ч | /t͡ʃ/ |
| D d | Д д | /d/ |
| E e | Е е | /e/ |
| F f | Ф ф | /f/ |
| G g | Г г | /ɡ/ |
| Ĝ ĝ | Џ џ | /d͡ʒ/ |
| H h | Ћ ћ | /h/ |
| Ĥ ĥ | Х х | /x/ |
| I i | И и | /i/ |
| J j | Й й | /j/ |
| Ĵ ĵ | Ж ж | /ʒ/ |
| K k | К к | /k/ |
| L l | Л л | /l/ |
| M m | М м | /m/ |
| N n | Н н | /n/ |
| O o | О о | /o/ |
| P p | П п | /p/ |
| R r | Р р | /r/ |
| S s | С с | /s/ |
| Ŝ ŝ | Ш ш | /ʃ/ |
| T t | Т т | /t/ |
| U u | У у | /u/ |
| Ŭ ŭ | Ў ў | /w/ |
| V v | В в | /v/ |
| Z z | З з | /z/ |

Grammatica

Come detto in precedenza, Zamenhof creò una grammatica minimale basandosi su lingue etniche parlate quotidianamente, dalle quali ricavò il lessico e le regole di grammatica. È per tale motivo che molti preferiscono definirla lingua "pianificata" piuttosto che artificiale: ogni regola esiste in una qualche lingua naturale. Era probabilmente affascinato dalla povertà di flessione della lingua inglese, che influenzò specie i verbi. Di seguito sono dati brevi cenni di grammaticacite-ref-56[56].

Articolo, preposizioni e congiunzioni

Sono parti sintattiche del discorso in esperanto, cioè relativi alla struttura logica e sintattica della frase:

• mwax8Articolo: esiste un solo articolo, sia per il plurale sia per il singolare, cioè mwayala. Non esistono gli articoli indeterminativi: se qualcosa è indeterminato, semplicemente non si pone l'articolo. Perciò, mwaye"floro" significa "fiore", "un fiore", mentre mwayi"la floro" significa "il fiore".
• mwayqPreposizioni: ogni preposizione viene usata in modo logico per formare un certo numero di mwayucomplementi logicamente affini.
• mwaycCongiunzioni: si comportano in modo simile alle congiunzioni italiane.

Parti ricavate da radice: sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi

Le parti semantiche del discorso sono quelle che sono ricavate da una mwayoradice lessicale che contiene un significato generico che di per sé non è né nome, né aggettivo, avverbio o verbo, ma dalla quale si possono ricavare dette parti del discorso. Contrariamente alla maggior parte delle lingue esistenti, la marcatura sintattica delle parole, cioè la possibilità di capire l'appartenenza delle parole stesse a una categoria grammaticale è trasparente e viene data dall'ultima vocale della parola stessa. Si considerino, ad esempio, le parti derivate dalla radice "muzik-", contenente l'idea generale di musica:

1. muzikmway0o = musica (sostantivo)
2. muzikmway8a = musicale (aggettivo)
3. muzikmwazee = musicalmente (avverbio)
4. muzikmwazmi = far musica (verbo all'infinito)

• mwazyVerbi: i modi e tempi dei verbi si distinguono dalle desinenze, che non cambiano in base alla persona ma solo per modo e tempo, senza bisogno di ausiliari. Questo è stato ottenuto semplificando l'inglese, che a differenza dell'esperanto cambia la voce verbale per adattarla alla terza persona singolare, e usa alcuni ausiliari per cambiare modo verbale e per comporre le forme negativa e interrogativa (mwazcdo, would, let, shall/will...), anch'essi eventualmente adattati alla terza persona. Di conseguenza vige anche in esperanto l'obbligo di indicare il soggetto (a meno che il verbo non sia impersonale, come i verbi meteorologici: mwazg"pluvas" = "piove", anche se, in certi casi, è possibile usare il pronome impersonale mwazk"oni"). Esiste anche la coniugazione composta, ma si forma logicamente conoscendo il significato dei participi (aggettivi derivati dai verbi) e combinandoli con il verbo essere (mwazo"esti"). Non esistono verbi irregolari.
• mwazwSostantivi e mwaz0aggettivi: come in italiano, gli aggettivi si accordano ai sostantivi per numero, ma lo stesso non vale per il genere (che in esperanto si applica solo per i sostantivi che indicano cose sessuate). Il plurale si forma per entrambi aggiungendo una "-j" alla fine della parola (mwaz4muzikoj = musiche; mwaz8muzikaj = musicali) e l'aggettivo può indifferentemente precedere o seguire il sostantivo. Entrambi vengono marcati con una "-n" finale se sono mwa0acomplemento oggetto (mwa0eaŭskulti bonanmwa0i muzikon = ascoltare buona musica; mwa0mhavi la samajnmwa0q muzikajnmwa0u gustojn = avere gli stessi gusti musicali): tale marcatura è definita mwa0ycaso accusativo e permette di permutare l'ordine delle parole nella frase senza perderne il senso.
• mwa0gAvverbi: si comportano in modo simile agli avverbi in italiano e quindi non possono variare né per genere né per numero.

Pronomi

Anche i mwa0spronomi prendono la desinenza dell'accusativo. Nel caso dei mwa0wpronomi personali, se sono marcati dall'accusativo equivalgono ai nostri pronomi complemento (mwa00mi = io; mwa04min = me), mentre se si aggiunge la desinenza dell'aggettivo "-a", si ottengono gli aggettivi possessivi (mwa08mia = mio). I pronomi sono:

• mwa1imi, io
• mwa1qci, tu (sostituito da mwa1uvi nellmwa1y'uso correntecite-ref-57[57])
• mwa1wli, egli
• mwa14ŝi, ella
• mwa2aĝi, esso (riferito a cose, animali, ma talvolta anche a bambini piccoli)
• mwa2ini, noi
• mwa2qvi, voi
• mwa2yili, essi

Esistono anche due pronomi particolari che non hanno nessuna corrispondenza nella lingua italiana:

• mwa2ooni, derivato dallmwa2s'mwa2w"on" francese e simile al "si" impersonale dell'italiano;
• mwa24si, usato per indicare che la persona che compie l'azione è la stessa che la subisce; per esempio mwa28"Li lavas mwa3alin" e mwa3e"Li lavas mwa3isin" si traducono rispettivamente con "lui lava lui" (un altro uomo) e "lui si lava" (lava sé stesso).

Esclamazioni

Le esclamazioni (o mwa3uinteriezioni) sono espressioni che indicano stati d'animo in genere improvvisi. Non esiste una terminazione specifica che le distingua, ma possono essere agglutinate per formare altre parole. Ad esempio mwa3y"Fi!" esclamazione che si traduce in italiano con esclamazioni tipo: "Vergogna!", "È uno scandalo!" è usato anche come prefisso in senso negativo per parole che indicano cose moralmente discutibili: "mwa3cfidomo" (casa di malaffare), "mwa3gfivorto" (parolaccia).

Ordine delle parole

L'ordine delle parole dell'esperanto è piuttosto libero, grazie all'accusativo e alla libertà di porre gli aggettivi prima o dopo i nomi. Esso dipende in genere dalle origini del parlante o, più in particolare, dall'mwa3senfasi che si vuole dare alle componenti di una frase variandone l'ordine senza comprometterne la comprensibilità. Sebbene vi sia tale libertà l'ordine delle componenti usato prevalentemente è mwa3wSoggetto-Verbo-Oggetto. Per quanto riguarda l'ordine di sostantivi e aggettivi, statisticamente c'è più spesso che in passato l'anteposizione dell'aggettivo determinante (o più aggettivi determinanti) al sostantivo determinato. Ad esempio, Zamenhof scriveva mwa30"lingvo internacia" (ordine Sostantivo-Aggettivo), mentre oggi nella comunità esperantofona si tende più che in passato a dire mwa34"internacia lingvo" (ordine Aggettivo-Sostantivo), forse per l'aumentare di esperantisti provenienti da Paesi con mwa38lingue germaniche.

Provenienza del lessico

Le radici lessicali dell'esperanto sono scelte in base al principio della massima internazionalitàcite-ref-58[58].

I parlanti o coloro che hanno studiato una lingua europea tra quelle usate per ricavare il lessico, troveranno vari riferimenti:

• dal latino e dalle mwa5elingue romanze:

• mwa5qdal latino: mwa5uabio; facila; sed; tamen; okulo; peti (abete; facile; ma; eppure; occhio; chiedere per avere)
• mwa5cdal francese: mwa5gdimanĉo; fermi; ĉe; frapi; ĉevalo (domenica; chiudere; presso; percuotere; cavallo)
• mwa5odall'italiano: mwa5sĉielo; fari; voĉo; amiko; ankaŭ (cielo; fare; voce; amico; anche)
• mwa50dallo spagnolo: mwa54esperi, gaŭĉo, sombrero, toreadoro (sperare, gaucho, sombrero, torero)
• mwa6adal portoghese: mwa6esaŭdado (mwa6isaudade)

• dalle lingue germaniche:

• mwa6ydal tedesco: mwa6chundo; biero; jaro; monato; nur; vorto (cane; birra; anno; mese; semplicemente; parola)
• mwa6kdall'inglese: mwa6osuno; birdo; fiŝo; ŝipo; blua; ofta (sole; uccello; pesce; nave; blu; frequente)

• dalle lingue slave:

• mwa64dal polacco: mwa68barĉo; celo; ĉu; luti; moŝto (minestra tipica slava; scopo; congiunzione e particella avverbiale interrogativa; saldare; "don" onorifico)
• mwa7edal russo: mwa7ibarakti; krom; vosto (dibattersi; fuorché; coda)

• da altre mwa7qlingue indoeuropee:

• mwa7cdal greco: mwa7gapoteko; hepato; kaj; politiko (farmacia; fegato; e; politica)
• mwa7odal lituano: mwa7sdu; ju; tuj (due; ovviamente; adesso)
• mwa70dal sanscrito: mwa74budho; nirvano; pado (Budda; nirvana; mulattiera)

• dalle mwa8alingue ugrofinniche:

• mwa8mdalle lingue sami: mwa8qboaco; jojko (renna; tradizionale canto lappone)
• mwa8ydal finlandese: mwa8clirli; saŭno (scrosciare lievemente; sauna)
• mwa8kdall'ungherese: mwa8oĉako; ĉardo; ĉardaŝo (sciaccò; mwa80ciarda; mwa84csárdás)

• dalle mwa9alingue semitiche:

• mwa9mebraico: mwa9qkabalo (cabala)
• mwa9ydall'arabo: mwa9ckadio; kaido; aŭ; magazeno; matraco; admiralo (mwa9gcadì; mwa9kcaid; oppure; deposito; materasso; ammiraglio)

• da altre lingue:

• mwa90dal giapponese: mwa94animeo; cunamo; zeno; katano; hajko; haŝio; hibakŝo; samurajo (anime; tsunami; Zen; katana; mwa98haiku; bacchette-posata; mwa-asamurai)
• mwa-idal cinese: mwa-mkungfuo, maĝango, toŭfuo (mwa-qkung fu, mwa-uMah Jong, mwa-ytōfu).

Come si può notare dall'elenco, l'esperanto preferisce i mwa-gcalchi piuttosto che i mwa-kprestiti, cioè si preferisce l'adattamento delle parole straniere alla sua morfologia (per esempio gli aggettivi sono adattati per finire in mwa-o-a), fonologia e alfabeto. Nel suo periodo di vita il lessico si è arricchito anche di parole provenienti da lingue non indoeuropee, come il mwa-sgiapponese o lo mwa-wswahili. Infatti il lessico deve essere aggiornato nel caso in cui sorge il bisogno di un termine nuovo che esprima un significato ancora non presente. Se possibile si fa uso di combinazioni di radici esistenti, ad esempio "internet" si è tradotto letteralmente: mwa-0"interreto", ovvero rete in mezzo (mwa-4inter reto), in altri casi si calca la parola dalla lingua d'origine come è successo ad esempio, per i concetti nuovi necessari per la terminologia di filosofie orientali. Le parole sono poi ufficializzate e pubblicate nei dizionari (attualmente su internet, in precedenza su carta).

Non tutte le parole nell'esperanto hanno un significato direttamente deducibile da altre lingue. Alcune di esse sono idiomismi nativi dell'esperanto, nate nell'"mwa-aEsperantujo" (la comunità esperantista), per proposta di Zamenhof o per la naturale evoluzione della lingua tra i parlanti dell'esperanto:

• mwa-medzo = marito
• mwa-uĝi = esso/a (per indicare cose asessuate, o anche qualcuno il cui sesso è irrilevante/sconosciuto)
• mwa-ckabei = comportarsi come Kabe (mwa-gKazimierz Bein): abiurare l'esperantismo
• mwa-oNIFO (mwa-sNe-Identigita Flug-Objekto) = mwa-wUFO

I punti dai quali la mwa-4grammatica della lingua internazionale non può prescindere vennero fissati da Zamenhof nellmwa-8'mwbaamwbaeUnua Libro sotto forma di mwbai16 regole. Tutti coloro che escono da queste regole - salvo per quanto riguarda l'aspetto grafemico, cioè l'uso di alfabeti non appartenenti al Fundamento - escono dalla collettività esperantica, e hanno portato a esperanti riformati (cosiddetti mwbamesperantidi), dei quali oggi sopravvive soltanto l'mwbaqIdo. La mwbaumorfologia e la mwbaysintassi furono desunte dai primi testi del fondatore e sono state poi sviluppate dalla comunità dei parlanti.

Classificazione

Non è semplice dare una classificazione linguistica per le lingue pianificate come l'esperanto, che prendono caratteristiche da lingue diverse. In quanto mwbaklingua artificiale con lo scopo di facilitare la comprensione internazionale fa parte delle mwbaolingue ausiliarie internazionali. Considerandola come lingua in quanto tale, la sua struttura e il mwbaslessico la fanno collocare nel gruppo delle mwbawlingue indoeuropee, ma la sua mwba0morfologia prevalentemente mwba4agglutinantecite-ref-59[59] la porta ai margini di questo gruppo, avvicinandola a lingue come l'mwbbmungherese, il mwbbqturco o il mwbbugiapponese. Essendo modellato quasi esclusivamente su lingue europee dà un certo vantaggio a coloro che hanno studiato o parlano una lingua indoeuropea per l'apprendimento del lessico, viceversa la morfologia può aiutare i parlanti di alcune lingue non indoeuropee.

Usi pratici della lingua

L'esperanto ha avuto usi anche al di fuori della comunità esperantista in diverse circostanze. In passato ci sono state anche proposte per usarlo come lingua di stato, ad esempio nel mwbb4Moresnet, inoltre è stato effettivamente usato nella brevissima vita della mwbb8Repubblica dell'Isola delle Rose.

Uso in sperimentazioni didattiche

L'esperanto si è rivelato un ottimo strumento didattico per l'apprendimento delle lingue straniere nonché della grammatica della propria lingua madre. Ripetuti esperimenticite-ref-bollettinoufficiale-14-1[14] sono stati fatti per usare l'esperanto come lingua propedeutica per una seconda lingua straniera sotto l'intuizione di persone che lo avevano imparato e hanno cominciato a comprendere meglio argomenti di grammatica e le lingue straniere. Il metodo di far studiare ai bambini o ragazzi l'esperanto per un paio d'anni prima di apprendere un'altra lingua, guadagnando tempo anche rispetto a chi inizia a studiare la lingua straniera sin dall'inizio è però detto mwbccMetodo Paderborn dal nome dell'università dove lavorava il professor mwbcgHelmar Frank che condusse un esperimento più rigoroso rispetto ai precedenti.

Usi e riconoscimenti da enti nazionali e internazionali

• A partire dagli mwbdqanni novanta nella mwbduCEE e attualmente nell'mwbdyUE si discute per l'uso dell'esperanto negli organi europei, per risparmiare ingenti spese in traduzione, diminuire l'ambiguità delle leggi europee e non favorire i legali o i cittadini di alcun Paese discriminandone altricite-ref-60[60]. Il problema dal punto di vista prettamente economico verte sul fatto che con l'attuale sistema si spende il 40% di bilancio in traduzioni per 23 lingue ufficiali, infatti un documento può essere redatto in una lingua qualsiasi e poi deve essere tradotto in tutte; una lingua di lavoro consentirebbe a ogni Paese di avere solo traduttori specializzati in tale lingua per la traduzione nella lingua locale. L'ultimo dei rapporti economici a proposito è dell'economista mwbdsFrançois Grin (tradotto in italiano col titolo mwbdwL'insegnamento delle lingue straniere come politica pubblica)cite-ref-rapportogrin-61-0[61], docente all'mwbeeAccademia di Ginevra, che quantifica in 25 miliardi di Euro il risparmio annuale se l'esperanto fosse usato come lingua di lavoro, del quale si avvantaggerebbero anche Gran Bretagna e Irlanda (nonostante la sola Gran Bretagna guadagni grazie alla sua egemonia qualcosa come il 3% del mwbeiP. I.L. dell'UEcite-ref-10minutidi-62-0[62]). Il cosiddetto mwbecrapporto Grin è giunto a una conclusione favorevole all'esperanto confrontando tre scenari di lingue ufficiali: trilinguismo (supponendo francese, inglese e tedesco), tutto inglese, e l'esperanto; i punti presi in considerazione sono stati principalmente i risvolti economici, a seguire quelli didattici e le eventuali discriminazioni degli europei non parlanti la lingua o le lingue ufficiali. D'altra parte, l'mwbegUnione europea «non ritiene necessaria l'introduzione di un'unica lingua franca o un numero ridotto di lingue scelte arbitrariamente e incomprensibili alla maggioranza dei cittadini dell'Unione»cite-ref-portalelingueeuropa-63-0[63] giustificando la mole di lavoro dovuta alle traduzioni considerando giusto che ogni Paese membro possa prendere conoscenza degli atti legislativi nella propria lingua direttamente tradotti dagli organi europeicite-ref-64[64] piuttosto che ottenerli nell'unica o poche lingue di lavoro e tradurli nella propria. Altri invece criticano tale multilinguismo sostenendo che sia solo di facciata e nasconderebbe una politica che in realtà porterebbe al solo inglese o poche lingue.cite-ref-oligarchiatrilingue-65-0[65]
• Nel febbraio mwbfy2010 otto parlamentari britannici propongono l'Associazione Mondiale di Esperanto come candidata al mwbfcPremio Nobel per la pacecite-ref-66[66], fatto ritenuto molto incoraggiante proprio per la nazione dal quale proviene. Già nel mwbfw2007 dei parlamentari svizzeri avevano candidato l'mwbf0Associazione Universale Esperanto (UEA) al premio Nobel per la pace, per le iniziative umanitariecite-ref-67[67].
• Nel mwbgm1993 fu istituita una commissione per l'esperanto nelle scuole italiane, affinché i giovani, dopo uno studio di questa lingua, potessero imparare con maggiore dimestichezza le lingue straniere. Nel mwbgq1995 una circolare fu mandata attraverso il Bollettino Ufficiale della Pubblica Istruzione, con la diffusione del documento conclusivo della Commissione sull'esperanto, contenente i risultati di numerosi studi, italiani e stranieri sulla valenza propedeutica dell'esperanto nell'apprendimento delle lingue stranierecite-ref-bollettinoufficiale-14-2[14].
• Le varie associazioni esperantiste organizzano spesso convegni e incontri ludico-culturali di vario genere. I viaggi per partecipare a tali attività all'estero possono avvantaggiarsi della possibilità di essere ospitati da altri esperantisti, minimizzando le spese di vitto e alloggiocite-ref-68[68].
• La Chiesa cattolica ha tradotto il mwbhamessale in esperanto. Inoltre da anni i mwbhepapi danno gli auguri di mwbhiNatale e mwbhmPasqua in esperanto, come penultima lingua prima del mwbhqlatino in occasione del tradizionale mwbhuUrbi et orbicite-ref-69[69]. Una volta al mese viene inoltre celebrata la Santa Messa in esperanto presso la mwbhoChiesa di San Tomaso di Milano.cite-ref-70[70].
• L'esperanto è presente nei totem per prenotare il turno di accesso agli sportelli della mwbiaAgenzia delle entrate insieme all'mwbieitaliano e a 4 altre lingue (mwbiifrancese, mwbiminglese, mwbiqsloveno e mwbiutedesco)cite-ref-71[71]
• Il 20 novembre mwbis2014, il ministro polacco della cultura Małgorzata Omilanowska ha approvato l'inserimento della lingua esperanto nel patrimonio culturale immateriale della mwbi0Poloniacite-ref-0-23-1[23].
• L'11 febbraio mwbjm2019, il Ministero della Cultura croato ha riconosciuto la tradizione dell'esperanto come eredità culturale immateriale della mwbjqCroaziacite-ref-1-24-1[24].

Mondo accademico, scienza e nuove tecnologie

L'mwbkmUniversala Esperanto-Asocio tiene aggiornato il lessico dell'esperanto con i nuovi termini che la scienza richiede, specie nel campo delle tecnologie informatiche, per poter continuare a pubblicare ricerche in tale linguacite-ref-72[72].

L'esperanto è anche la lingua di apprendimento in un'università, l'mwbkkAccademia Internazionale delle Scienze (mwbkoAkademio Internacia de la Sciencoj) di mwbksSan Marinocite-ref-73[73], che di recente ha organizzato sessioni di studio in mwblaRomania (mwbleSibiu), mwbliBulgaria (mwblmKarlov) e mwblqSlovacchia (mwbluKomárno)cite-ref-74[74]. L'mwbloUniversità degli studi di Milano ha attivato una rivista di interlinguistica e filosofia dei linguaggi artificiali, chiamata InKoj, che prevede l'esperanto come lingua obbligatoria a fronte di tutti gli articoli pubblicaticite-ref-75[75].

Per quanto riguarda la lingua dell'mwbmainterfaccia grafica del computer, ci sono numerosi mwbmesistemi operativi mwbmiGNU/Linux che danno il supporto a questa lingua.cite-ref-deb-esperanto-mailing-54-1[54] Ad esempio, esistono localizzazioni in esperanto per mwbmcsoftware libero di uso comune, come mwbmgOpenOfficecite-ref-76[76] e mwbm0LibreOfficecite-ref-77[77] o il mwbnibrowser mwbnmMozilla Firefoxcite-ref-78[78]cite-ref-79[79]. Per quanto riguarda la localizzazione in ambito proprietario, per il sistema operativo mwbnwWindows Vista è stata creata una localizzazione non ufficialecite-ref-80[80], e nell'ambito del mwboefreeware collegato a questo sistema operativo c'è anche il programma di mwboicompressione dei dati mwbomIZArc che ne è provvistocite-ref-81[81]. Il mwbogmotore di ricerca mwbokGoogle offre la possibilità di effettuare ricerche localizzate in lingua esperantocite-ref-82[82] mentre il progetto mwbo4Dmoz contiene un elenco aggiornato di categorie di collegamenti in lingua esperantocite-ref-83[83]. A partire dal 23 febbraio mwbpm2012 Google ha implementato il suo prodotto mwbpqGoogle Translate aggiungendo l'esperanto, che diventa la 64° lingua supportata dal traduttore automaticocite-ref-84[84].

Esiste almeno un progetto di creazione di un'mwbpoontologia informatica (fondamentale per l'introduzione della semantica nel mwbpsweb semantico) contenente il lessico dell'esperanto in linguaggio mwbpwOWL, che permetterà di fare ricerche in internet anche in esperanto usando un linguaggio più "naturale"cite-ref-85[85].

I progetti della mwbqiFondazione Wikimedia in esperanto, tra cui mwbqmWikipedia (nella quale è contenuto questo articolo) sono qualitativamente i più ricchi tra tutti i progetti analoghi di altre lingue artificiali, superando per quantità anche molte lingue nazionalicite-ref-86[86].

Grazie a internet, l'Esperanto ha potuto usufruire di nuove possibilità per la sua diffusione e la fruizione. Oltre ai corsi in rete (mwbqkKIREK, mwbqoLernu!, Kurso de Esperanto e simili), oltre ai siti dedicati alla letteratura e alla sua storia, oltre ai portali delle associazioni nazionali e internazionali, oggi si è visto un fiorire di mwbqwradio, sia come mwbq0web radio (mwbq4Muzaiko, la Muse Dancejo) sia come podcast (es: Radio Verda) interamente in lingua mwbreEsperanto, svincolandosi così dalla condizione di semplice programma di palinsesto nelle emittenti internazionali e guadagnando una propria identità.

L'esperanto nel cinema

Sinora sono stati realizzati due mwbrklungometraggi in esperanto. Il primo è un film poliziesco di produzione mwbrofrancese del mwbrs1964: Angoroj (mwbr0Angosce), diretto da Jacques-Louis Mahé. In seguito al fiasco commerciale del film, Mahé cadde in depressione e ne distrusse quasi tutte le copie. Se ne salvarono solo due, oggi detenute da due associazioni esperantiste, e l'originale recuperata dalla cooperativa culturale esperantista mwbr8LF-koop che ha riedito il filmato nel mwbsa1991cite-ref-87[87]. Il secondo lungometraggio è mwbsumwbsyIncubus, un film d'orrore americano del mwbsc1965 realizzato da Leslie Stevens e interpretato, tra gli altri, da mwbskWilliam Shatner. Anche questo rischiò di andare perduto in seguito a un incendio che ne distrusse anche l'originale. Ne fu trovata una copia sottotitolata in francese alla mwbsomwbsscinémathèque française, che ne permise la redistribuzione. La scelta dell'esperanto per questo film è stata squisitamente artistica, perché il regista voleva creare un'atmosfera particolare, e ne ha proibito qualsiasi doppiaggio. Nel mwbsw2011 esce il documentario sull'esperanto mwbs0The Universal Language (mwbs8La universala lingvo) del documentarista statunitense candidato al mwbtaPremio Oscar Sam Green, con interviste in inglese ed esperanto e sottotitoli in ben 16 linguecite-ref-88[88].

In modo meno evidente si è fatto uso dell'esperanto anche in altre pellicolecite-ref-89[89]. Ad esempio nel film mwbtsmwbtwIl grande dittatore di mwbt0Charlie Chaplin (1940), tra le iscrizioni con nomi di fantasia dei negozi del ghetto ebraico molte sono chiaramente in esperantocite-ref-90[90]. Più di recente nel film di fantascienza mwbuimwbumGattaca del 1997, gli annunci all'interno del centro spaziale omonimo sono in esperanto, per non dare riferimenti geografico-culturali. Anche in mwbuqmwbuuBlade: Trinity l'esperanto appare un certo numero di volte nel film, specie nelle insegne, e in una scena in cui viene visto il film mwbuymwbucIncubus. Nel film mwbugmwbukStreet Fighter - Sfida finale, nel paese di Shadaloo si usa l'esperanto come lingua madre, mentre una canzone è cantata in questa lingua da un gruppo di soldati del generale Bisoncite-ref-91[91]. Poche frasi in esperanto sono state pronunziate anche in una scena del film mwbu4Captain Fantastic del 2016, quando due delle figlie del protagonista (Ben Cash) interpretato da mwbu8Viggo Mortensen discutono tra loro.

Una scritta in esperanto (mwbvemi prenos vin kun mi: ti prenderò con me) è inoltre presente su di uno striscione nel video ufficiale della canzone mwbvimwbvmTi porto via con me di mwbvqLorenzo Jovanotticite-ref-92[92]. Ne mwbvkEl Secreto de Puente Viejo appare il personaggio di Regalado (puntate 942-945), un esperantista che tenterà di insegnare a Puente Viejo la lingua.

La lingua parlata

L'uso quotidiano dei parlanti ha portato all'inserimento nel vocabolario di alcune parolacce. Inoltre modi di dire sono stati sviluppati naturalmente e poi sono stati riconosciuti ufficialmente. Ad esempio, un modo di dire non derivato da altre lingue è l'uso del verbo mwbv0krokodili, che letteralmente significa "coccodrillare", ma che in esperanto indica l'azione compiuta da coloro che, trovandosi in un gruppo composto da persone di nazionalità diversa, ma dove tutti capiscono e parlano una certa lingua (in genere l'esperanto), passano alla propria lingua nazionale privando gli altri del piacere di seguire il loro discorsocite-ref-93[93]. Inoltre il linguaggio scientifico-matematico in esperanto è praticamente equivalente a quello delle altre linguecite-ref-94[94].

Lingua dei segni internazionale

Il problema di comunicazione da parte di persone mwbwksorde è notoriamente risolto mediante mwbwolingue dei segni, cioè linguaggi creati appositamente per chi non sa parlare ma può usare le mani per esprimere pensieri complessi. Come per le lingue etniche ci sono varie lingue dei segni, e anche queste spesso non sono intelligibili reciprocamente. Una soluzione proposta di lingua dei segni internazionale viene dal mondo esperantista, ed è il mwbwssignuno, lingua dei segni basata sulle radici lessicali dell'esperantocite-ref-95[95].

Esempi di testo in lingua

Come estratto di lingua qui di seguito vi sono il mwbxcPadre nostro e l'inizio di mwbxgLe avventure di Pinocchio di mwbxkCarlo Collodi, nelle versioni in esperanto e in italiano:

(esperanto)

«Patro nia, Kiu estas en la ĉielo,

sanktigata estu Via nomo.

Venu Via regno,

fariĝu Via volo,

kiel en la ĉielo tiel ankaŭ sur la tero.

Nian panon ĉiutagan donu al ni hodiaŭ

kaj pardonu al ni niajn ŝuldojn,

kiel ankaŭ ni pardonas al niaj ŝuldantoj.

Kaj ne konduku nin en tenton,

sed liberigu nin de la malbono.

(Ĉar Via estas la regno kaj la potenco

kaj la gloro eterne.)

Amen»

(italiano)

«Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il Tuo nome.

Venga il tuo regno,

sia fatta la Tua volontà,

come in cielo, così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

E non indurci in tentazione,

ma liberaci dal male.

(Poiché Tuo è il regno, la potenza

e la gloria in eterno.)

Amen»


Il mwbxwPadre nostro è un brano molto significativo poiché mette in evidenza varie caratteristiche della lingua, come i correlativi, modi verbali come l'indicativo e il volitivo, e la derivazione di parole mediante l'agglutinazione di affissi, ad esempio da mwbx0ŝuldo (debito) deriva mwbx4ŝuldantmwbx8o ("debitante", debitore)cite-ref-96[96]; dall'aggettivo mwbyqlibera (libero/a) deriva il verbo mwbyuliberigmwbyyi (rendere liberi, liberare)cite-ref-97[97]; oppure come si ottiene il contrario di mwbysbono (bene) aggiungendo il prefisso mwbywmal-, ottenendo malmwby0bono (male)cite-ref-98[98].

Un altro pezzo può far capire l'aspetto della lingua anche nella prosa, quindi di seguito si presenta l'inizio di mwbzmLe avventure di Pinocchio:

(esperanto)

«Estis iam...!

- Reĝo! - certe tuj diros miaj malgrandaj legantoj.

- Ne, geknaboj, vi eraris. Estis iam lignopeco.

Ĝi ne estis ligno luksa, sed simpla peco el stako, tia, kian vintre oni metas en la fornon aŭ kamenon, por bruligi fajron kaj varmigi la ĉambron.

Mi ne scias, kiel okazis, sed fakto estas, ke iun tagon ĉi tiu lignopeco venis en la laborejon de maljuna lignaĵisto, kies nomo estis majstro Antono, kvankam ĉiuj nomis lin nur Ĉerizo pro la nazopinto, ĉiam brila kaj ruĝa, simile al matura ĉerizo.»

(italiano)

«C'era una volta...

- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.

- No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.

Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze.

Non so come andasse [come accadde], ma il fatto gli è che un bel giorno questo pezzo di legno capitò nella bottega di un vecchio falegname, il quale aveva nome mastr'Antonio, se non che tutti lo chiamavano maestro Ciliegia, per via della punta del suo naso, che era sempre lustra e paonazza, come una ciliegia matura.»

(da "Le avventure di Pinocchio" di Carlo Collodi, e la traduzione in esperanto di Giuseppe Croatini.)

La prima cosa a risaltare anche per chi non conosce la lingua è forse il diverso uso dell'articolo (in esperanto non esiste quello indeterminativo). Si noti anche la traduzione della parola "ragazzi" che in esperanto non diventa "mwbzyknaboj" ("ragazzi" in senso letterale, cioè solo maschi) ma gemwbzcknaboj ("ragazzi e ragazze": il prefisso mwbzgge- indica che il gruppo è di ambosessi).

Frasi semplici

| Italiano | Esperanto | IPA |
|---|---|---|
| Ciao | Saluton [ ?·info] | [sa.ˈlu.ton] |
| Sì | Jes [ ?·info] | [ˈjes] |
| No | Ne [ ?·info] | [ˈne] |
| Buongiorno | Bonan matenon [ ?·info] | [ˈbo.nan ma.ˈte.non] |
| Buonasera | Bonan vesperon [ ?·info] | [ˈbo.nan ves.ˈpe.ron] |
| Buonanotte | Bonan nokton [ ?·info] | [ˈbo.nan ˈnok.ton] |
| Arrivederci | Ĝis (la) revido [ ?·info] | [ˈdʒis (la) re.ˈvi.do] |
| Qual è il tuo nome? | Kio estas via nomo? [ ?·info] | [ˈki.o ˌes.tas ˌvi.a ˈno.mo] |
| Il mio nome è Marco | Mia nomo estas Marko [ ?·info] | [ˌmi.a ˈno.mo ˌes.tas ˈmar.ko] |
| Come stai? | Kiel vi fartas? [ ?·info] | [ˈki.el vi ˈfar.tas] |
| Sto bene | Mi fartas bone [ ?·info] | [mi ˈfar.tas ˈbo.ne] |
| Parli Esperanto? | Ĉu vi parolas Espera nton? [ ?·inf o] | [ˈtʃu vi pa.ˈro.la s es.pe.ˈran.ton] |
| Non ti capisco | Mi ne komprenas vin [ ?·info] | [mi ˌne kom.ˈpre.nas ˌvin] |
| Bene (avverbio) | Bone [ ?·info] | [ˈbo.ne] |
| Giusto (avverbio) | Ĝuste [ ?·info] | [ˈdʒus.te] |
| Grazie | Dankon [ ?·info] | [ˈdan.kon] |
| Di niente | Ne dankinde [ ?·info] | [ˌne.dan.ˈkin.de] |
| Per favore | Bonvolu [ ?·info] | [bon.ˈvo.lu] |
| Scusami | Pardonu (min ) [ ?·info] | [par.ˈdo.nu (ˈmin)] |
| Salute! | Sanon! [ ?·info] | [ˈsa.non] |
| Complimenti! | Gratulon [ ?·info] | [ɡra.ˈtu.lon] |
| Ti amo | Mi amas vin [ ?·info] | [mi ˈa.mas ˌvin] |
| Una birra, per favore | Unu bieron, bonvolu [ ? ·info] | [ˈu.nu bi.ˈe.ron, bon.ˈvo.lu] |
| Dov'è il bagno? | Kie estas la necesejo? [ ?·info] | [ˈki.e ˈes.tas ˈla ˌne.tse.ˈse.jo] |
| Cos'è quello? | Kio estas tio? [ ?·info] | [ˈki.o ˌes.tas ˈti.o] |
| Quello è un cane | Tio estas hundo [ ?·info] | [ˈti.o ˌes.tas ˈhun.do] |
| Noi ameremo! | Ni amos! [ ?·info] | [ni ˈa.mos] |
| Pace! | Pacon! [ ?·info] | [ˈpa.tson] |
| Sono un principiante in Esperanto | Mi estas komencanto de Esperanto [ ?·info] | [mi ˈes.tas ˌko.men.ˈtsan.to de ˌes.pe.ˈran.to] |

Critiche e discussioni

Oltre che lingua più famosa, l'esperanto è la lingua ausiliaria internazionale (in seguito LAI) che più ha fatto e fa discutere sia esperantisti che non. In seguito sono riportate le discussioni più comuni riguardanti le LAI in generale, o direttamente l'esperanto. Se l'esperanto di oggi è praticamente quello di Zamenhof, alcune critiche hanno invece causato veri e propri scismi, che hanno dato vita ai cosiddetti mwbrgesperantidicite-ref-99[99]. Di seguito ci sono le critiche più importanti sull'argomentocite-ref-100[100]cite-ref-101[101]cite-ref-102[102].

Critiche generali sulle lingue ausiliarie internazionali (LAI)

Molte persone ritengono che una lingua sia qualcosa di vivo, ed effettivamente essa si evolve, può cambiare o estinguersi ed è paragonabile a una specie vivente. In virtù di tale paragone, alcuni ritengono impossibile dare origine a una lingua per una specie o popolo che ancora non ha luogo. L'esperienza con varie LAI invece ha dimostrato che quando sono state effettivamente usate si sono evolute e hanno talvolta trovato nuovi mezzi espressivi con l'espandersi della comunitàcite-ref-103[103], e analizzando i 4 significati del termine "naturale" in linguistica, non si trova alcuna definizione che potrebbe scientificamente creare una distinzione tra l'esperanto e un'altra linguacite-ref-104[104] e per estensione, le altre LAI adottabili da una comunità dopo la loro creazione e uso. La fase iniziale per la "vita" di una LAI, ovvero il pieno apprendimento di essa da parte dei bambini madrelingua, è ben documentatacite-ref-105[105]. Inoltre, la teoria della mwbtcgrammatica universalecite-ref-106[106] sulla quale si basano le teorie linguistiche di mwbtwNoam Chomsky, sostiene che una qualsiasi lingua possa essere appresa e usata se contiene:

• un insieme di parole (mwbt8lessico)
• una mwbuegrammatica (regole assimilabili dal cervello umano) che permetta di usare il lessico per esprimere concetti.

Se ha tali caratteristiche, una LAI è mwbumpsicolinguisticamente simile alle lingue naturali e quindi dovrebbe comportarsi come esse. Tuttavia, una conseguenza dell'evoluzione di una LAI sarebbe la separazione in dialetti che col tempo pregiudicherebbero la comprensione, per cui si auspica solo l'uso della LAI come seconda lingua internazionale (comunicazione tra parlanti di lingue diverse), affiancandola alle lingue storico-naturali (comunicazione tra locutori dello stesso idioma), cosa che dovrebbe mantenerla stabile in modo simile a come successo per secoli alla lingua italiana.

Gli oppositori alle LAI contestano spesso che una lingua ausiliaria internazionale non ha un popolo, e quindi una culturacite-ref-107[107]. Coloro che le sostengono affermano che una lingua del genere debba far dialogare, e non necessariamente imporre una culturacite-ref-manifestopraga-32-1[32]. Riferendosi alla letteratura invece, può valere per molte lingue artificiali l'essere rimaste inutilizzate, ma esiste una letteratura per le lingue ausiliarie che hanno avuto più successo, talvolta anche di notevole valore artisticocite-ref-108[108]cite-ref-109[109]cite-ref-110[110].

Altre discussioni in generale sono dovute al fatto che la tolleranza nei confronti delle imperfezioni presenti nelle lingue ausiliarie internazionali è minore rispetto a quella nei confronti delle imperfezioni e irregolarità presenti nelle lingue etniche (come verbi irregolari, in genere evitati nelle lingue artificiali). Le risposte a questo genere di critiche sono generalmente basate sul fatto che nessuna lingua internazionale può essere perfetta e accettata da tutti indistintamente, quindi è inevitabile dover giungere a compromessi su alcuni punticite-ref-111[111]cite-ref-112[112].

Critiche e dibattiti che riguardano direttamente l'esperanto

Solitamente facendo riferimento soprattutto al latino e alle lingue romanze, i sostenitori delle lingue naturalizzate sostengono che l'esperanto non è direttamente conforme alle grandi lingue europee. Ad esempio, i vocaboli o parole derivate come mwbwk"malsanulejo" potrebbero essere sostituite con un più europeo mwbwo"hospitalo" (per la parola "ospedale"). Di contro, la modifica verso una maggiore europeizzazione renderebbe l'esperanto più facile per gli europei da un punto di vista lessicale, ma allo stesso tempo più difficile per i non europei, i quali dovrebbero imparare molte forme "europee" separatamente invece di ricavarle logicamente dalla radicecite-ref-113[113]cite-ref-114[114]cite-ref-dilemmanaturalizzazione-115-0[115].

Dall'altra parte l'esperanto viene spesso criticato perché troppo europeo. Le sue radici lessicali provengono principalmente dalle lingue europee parlate o studiate da Zamenhof (vedi sopra); ciò secondo i critici ne sminuirebbe la neutralità. Secondo gli esperantisti l'esperanto, dal punto di vista morfologico e grammaticale, si avvicina più al mwbxggiapponese, al mwbxkturco o alle mwbxolingue bantu che a molte delle lingue europee, in quanto ha una struttura mwbxsagglutinante; quanto al lessico, era praticamente impossibile, ai tempi di Zamenhof, avere accesso al lessico di altre lingue lontane, oppure creare una lingua basata sulle migliaia di idiomi esistenticite-ref-116[116]. In più, l'esperanto non appartiene a nessuna potenza politica o economica, e questo è -almeno dal punto di vista economico e politico- una garanzia di neutralità nel pratico, dal momento che nessuna potenza si avvantaggia da esso nel senso che nessuno può beneficiare di turismo linguistico, o vantare l'accento "perfetto" per cui viene favorito nell'insegnamento o nell'assunzione in posti di lavoro che richiedono l'uso della lingua internazionale.

Karl Brugmann e August Leskien hanno polemizzato sulla presenza di due parole in esperanto per "chiesa": mwbyeEklezio (Chiesa, istituzione) e mwbyipreĝejo (chiesa, luogo di cultocite-ref-117[117]), mentre altre lingue come l'italiano e l'inglese hanno un solo termine. A detta degli esperantisti, la presenza del binomio mostra l'attenzione alla filantropia propria dell'esperanto, infatti, mwbycpreĝejo può indicare un luogo di culto di ogni religione indipendentemente dall'ideologia e dal credo del parlante.

L'indicazione del genere in esperanto non è simmetrica, ed è quindi considerata talvolta come mwbyksessismo linguistico da chi lo critica. Alcune radici hanno origine maschile e sono rese femminilicite-ref-118[118], mentre le varianti maschili sono usate anche per indicare cose o esseri il cui sesso non è noto; anche dall'altro lato c'è la presenza di radici femminili (anche se in numero minore rispetto a quelle maschili). A difesa, la maggiore simmetria nei pronomi rispetto ad altre lingue che lo renderebbero più "politicamente corretto": l'uso del pronome "mwby4ĝi" per le persone il cui sesso è sconosciuto/nascosto; o l'uso del prefisso "mwby8ge-" per i sostantivi che indicano gruppi composti da ambosessi. Resta l'asimmetria per i sostantivi, per la quale sono state proposte delle mwbzariforme per la formazione del genere, alcune abbastanza note, sebbene nessuna sia stata ancora ufficializzata (attualmente vengono osservate le tendenze dei parlanti)cite-ref-119[119]cite-ref-120[120].

Oggetto di critiche è la presenza di un caso per indicare il complemento oggetto, cioè si sostiene che la desinenza dell'accusativo "-n" si sarebbe potuta evitare, stabilendo un ordine fisso dei costituenti, ad esempio l'ordine mwbzoSoggetto Verbo Oggetto, che è il più tipico delle lingue europee. Ma a difesa di ciò, l'accusativo è ritenuto necessario per dare la grande libertà nell'ordine delle parole tipica di questa lingua, che quindi può anche non seguire un ordine prefissato (secondo l'enfasi o le tendenze naturali della propria lingua madre) senza perdere chiarezzacite-ref-121[121].

Si criticano i segni diacritici su alcune lettere dell'alfabeto dell'esperanto, non facili da scrivere al computer (problema parecchio sentito specie da quando la posta elettronica ha un uso massiccio). Tuttavia, 26 lettere non erano sufficienti per rappresentare i 28 fonemi dell'esperanto così da poter mantenere il paradigma: mwb0a"a ogni suono una lettera, a ogni lettera un suono". Sono stati ideati quindi sistemi di scrittura che prevedono particolari coppie di lettere invece delle singole lettere esperantiste. Questo punto cessa di essere critico man mano che vengono sostituiti i nodi di internet che non usano sistemi operativi con codifica mwb0eUnicode, uno dei fondamenti per il futuro mwb0iWeb semanticocite-ref-122[122], e con la diffusione dell'uso di programmi che permettono la scrittura dell'esperanto con una qualsiasi tastieracite-ref-localizzazionetastiera-53-1[53].

Esperantisti e simpatizzanti famosi

L'esperanto ha come patrona santa mwb00Ildegarda di Bingen, una mistica medievale tedesca proclamata mwb04Dottore della Chiesa nell'ottobre 2012; ella infatti creò la mwb08lingua ignota, lingua artificiale che a differenza dell'esperanto doveva avere usi misticicite-ref-123[123]. Tra i personaggi più famosi che si sono espressi a favore dell'esperanto, o sono stati effettivamente esperantisti, si possono ricordarecite-ref-124[124]:

• mwb1oAlbert Einsteincite-ref-125[125]
• mwb2aLev Nikolaevič Tolstojcite-ref-126[126]cite-ref-corriereeo-127-0[127]
• mwb2oOscar Luigi Scalfarocite-ref-128[128]cite-ref-129[129]
• mwb3qEnzo Biagi
• mwb3yStefano La Colla, paleografo ed esperantista
• mwb3gUmberto Ecocite-ref-130[130]cite-ref-131[131]
• mwb4qAlessandro Bausani, islamista italiano.
• mwb4yItamar Ben Avi, primo parlante nativo dell'mwb4cebraico in epoca moderna
• mwb4kBruno Migliorini, a lungo presidente dell'mwb4oAccademia della Cruscacite-ref-132[132]
• mwb5aElio Migliorini, geografo, fratello di Bruno Migliorini
• mwb5iTullio De Mauro, linguistacite-ref-133[133]cite-ref-134[134]
• mwb5wRomain Rolland, scrittore, premio Nobel per la letteratura.
• mwb54Franz Jonas, mwb58Presidente dell'Austria nel periodo 1965-1974.
• mwb6eJ. R. R. Tolkiencite-ref-135[135]
• mwb6cAntoine de Maximycite-ref-136[136]
• I papi mwb60Giovanni XXIII, mwb64Pio X, mwb68Paolo VI, mwb7aGiovanni Paolo IIcite-ref-corriereeo-127-1[127]
• mwb7yPadre Kolbecite-ref-corriereeo-127-2[127]
• mwb7wCarlo Minnaja
• mwb74Jules Verne
• mwb8aRudolf Dieselcite-ref-137[137]
• mwb8yReinhard Selten, mwb8cpremio Nobel per l'economiacite-ref-corriereeo-127-3[127]cite-ref-138[138]
• mwb9eEugenio Bennatocite-ref-10minutidi-62-1[62]
• mwb9cRobert Baden-Powell, fondatore dello mwb9gscautismocite-ref-139[139]
• mwb94Ebenezer Howard, urbanista inglese, creatore della mwb98città giardinocite-ref-140[140]
• mwb-uEnrico Carlo Noë, insegnante e stenografo ceco vissuto in Italia
• mwb-cAlfonso Cuarón, regista, sceneggiatore, produttore, montatore e direttore della fotografia messicano, quattro volte premio Oscar, ha chiamato la sua casa di produzione mwb-gEsperanto Filmoj.

L'esperanto nella cultura di massa

Cinema

• Nel film di mwb-4Charlie Chaplin mwb-8Il grande dittatore tutte le scritte e le insegne che compaiono nel ghetto sono in Esperanto.
• Il mwb-efilm horror mwb-imwb-mIncubus (1965) è girato interamente in lingua esperanto. La pellicola ha come attore protagonista mwb-qWilliam Shatner, noto al grande pubblico per il ruolo di mwb-uCapitano Kirk nella saga di mwb-yStar Trek.
• In una scena del film mwb-gmwb-kCaptain Fantastic (2016) è presente un dialogo in lingua esperanto.
• Il regista messicano mwb-sAlfonso Cuarón simpatizza per l'esperantocite-ref-141[141]cite-ref-142[142] e ha chiamato la sua casa di produzione mwcaqmwcauEsperanto Filmoj. Nei titoli di testa del film mwcaymwcacRoma (2018) appare a schermo intero una dicitura in lingua: “mwcagFilmo produktita de Esperanto Filmoj” ("film prodotto da Esperanto Filmoj").
• Nella stagione 25, episodio 12, de mwcaomwcasI Simpson, il preside mwcawSkinner rivolge alcune frasi in esperanto al giardiniere mwca0Willie.
• Nel film d'animazione mwca8mwcbaPatema Inverted, l'ending nei titoli di coda è cantata da Estelle Micheau in esperanto.
• Il film mwcbimwcbmL'incredibile storia dell'Isola delle Rose tratta della storia vera dell'mwcbqIsola delle Rose, la piattaforma artificiale creata dall'ingegnere mwcbuGiorgio Rosa, che le diede come lingua ufficiale l'esperanto.
• In tutta la durata del film mwcbcmwcbgGattaca, gli annunci riportati dagli altoparlanti, per esempio allo spazioporto, sono in lingua esperantocite-ref-143[143].
• Nel film americano mwcb4mwcb8Blade: Trinity le vicende si svolgono in una città generica che l'autore mwccaDavid Goyer rappresenta come bilingue (così come tante città nel mondo). Così che la seconda lingua parlata nella città anonima, e visibile nella maggior parte dei segnali, cartelli ed insegne visibili, è l'esperanto. Inoltre, anche i sottotitoli del mwcceDVD che viene guardato ad un certo punto dal personaggio di Hannibal King, mwcciIncubus sono in esperanto.

Musica

• La canzone mwccyRumore di niente di mwcccFrancesco De Gregori inizia con un riferimento alla lingua esperanto.
• Nel video ufficiale di mwcckmwccoTi porto via con me (mwccsJovanotti) appare uno striscione col titolo tradotto in esperanto (mwccwMi prenos vin kun mi).
• Il celebre brano mwcc4mwcc8Con te partirò è stato tradotto ed eseguito anche in esperanto. La versione è stata accolta con entusiasmo da mwcdaAndrea Bocellicite-ref-144[144].

Televisione

• mwcdgInternacia Televido, primo, e fino ad ora, unico canale televisivo dedicato interamente alle trasmissioni in lingua esperanto

Letteratura

Tra gli scrittori e poeti più noti che hanno scritto in esperantocite-ref-145[145]:

Kazimierz Bein (detto "Kabe")

Li Shijun (pseudonimo: "Laŭlum")


Tra di essi, mwceiWilliam Auld, poeta scozzese, dal 1999 al 2006 è stato candidato al mwcemPremio Nobel per la letteraturacite-ref-146[146]. Dal 2007 al 2018 il candidato al Premio Nobel per la letteratura è stato mwcegBaldur Ragnarsson, poeta islandese, nominato dall'Associazione degli Scrittori Esperantofoni (mwcekEsperantlingva Verkista Asocio)cite-ref-147[147]. Alla morte di quest'ultimo (2018) il "PEN Club Esperanto" ha nominato candidato l'italo-svizzero mwce4Giorgio Silfer.

Tra gli scrittori italianicite-ref-148[148] possiamo ricordare:

• mwcfgEnrico Dondi
• mwcf4Giovanni Peterlongo, che ha tradotto la mwcf8Divina Commedia in esperanto (nel mwcga1963 la prima pubblicazione)cite-ref-149[149].
• mwcgyGiorgio Silfer, attuale candidato al Premio Nobel per la letteratura.

Note

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cite-note-55. mwcjqMichael Byram, mwcjumwcjyRoutledge Encyclopedia of Language Teaching and Learning. mwcjg«L'esperanto è l'unica lingua artificiale ad aver conseguito un uso relativamente ampio; si stima tra cinque e quindici milioni il numero di persone ad averlo studiato, anche se coloro che ne fanno un uso regolare probabilmente non superano l'uno per cento di tale numero.»
cite-note-66. Irene Galigaris (2016), mwcjwUna lingua per tutti, una lingua di nessun paese (una ricerca sul campo sulle identità esperantiste) - prefazione di Federico Gobbo, p.85, 106, mwcj0Aracne Editrice, ISBN 978-88-548-8864-7
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cite-note-9797. Il suffisso mwdeq-igi indica in esperanto l'azione di "rendere, far diventare"; nel caso di mwdeuliberigi quindi, far diventare liberi, liberare
cite-note-9898. Aggiungento mwdekmal- a una parola, si ottiene il suo significato contrario
cite-note-9999. Il primo scisma fu l'mwde0ido, nato dalle critiche di mwde4Louis de Beaufront, dapprima esperantista, che ha poi dato vita a varie critiche che additano alcune caratteristiche dell'esperanto, a parte quella di essere troppo europeo (l'ido infatti usa consanguinei tra le lingue europee maggiori)
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cite-note-103103. Ad esempio, in esperanto la creazione delle parole sul lessico esistente in opposizione agli iniziali calchi; l'abitudine di porre l'aggettivo davanti al nome nonostante non sia una regola e inizialmente l'ordine fosse inverso; la formazione di verbi partendo da aggettivi: mwdgw"La floro estas bela" (Il fiore è bello) può essere oggi sostituito con mwdg0"La floro belas" (lett. Il fiore è "belleggia"), forse introdotta da esperantisti asiatici
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cite-note-119119. L'icismo, il più noto e usato anche da scrittori noti come mwdnsJorge Camacho, prevede di usare come neutre le radici attualmente maschili, e quindi renderle sessuate usando due affissi, uno maschile e uno femminile, trattando così alla pari i due generi.
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cite-note-121121. Questa discussione è stata una delle cause di scissione che ha dato via ad altre lingue artificiali, che pongono l'accusativo solo se l'ordine non è Soggetto Verbo Oggetto. Ad esempio, l'mwdocido, che fu nei primi anni del Novecento il più grande concorrente dell'esperantomwdogmwdokgeocities.com, mwdoohttps://web.archive.org/web/20090826193043/http://www.geocities.com/gataspus/ling-art.htm#internazionalimwdos Titolo mancante per url mwdowurlarchivio (aiuto). mwdo4URL consultato il 25 giugno 08 mwdo8(archiviato dall'mwdpaurl originale il 26 agosto 2009).
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cite-note-126126. Tolstoj scrisse (nel 1894): «La facilità del suo studio è così grande che, avendo ricevuto sei anni fa una grammatica, un vocabolario e gli articoli scritti in questa lingua, dopo poco più di due ore potevo, se non scrivere, almeno leggere liberamente in questa lingua». Citazione riportata da: mwdsaRoman Dobrzyński, Via Zamenhof, creatore dell'Esperanto. Conversazione con Louis Christophe Zaleski-Zamenhof, Giuntina. (dettagli in bibliografia)
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• mwdcmRoman Dobrzyński, mwdcqVia Zamenhof, creatore dell'Esperanto. Conversazione con Louis Christophe Zaleski-Zamenhof, Traduz. Michela Lipari e Filippo Franceschi, prefazione Davide Astori, Firenze, mwdcuGiuntina, ISBN 978-88-8057-350-0
• Pierre Janton. mwdcgEsperanto. Lingua, letteratura, movimento. Cooperativa Ed. Esperanto. mwdck1996. ISBN 88-85872-07-7
• Francesco Amerio; G. Bonvecchiato; Gian Carlo Fighiera. mwdcwEsperanto: dati e fatti. FEI Fondo Marelli. mwdc02002. ISBN 88-85872-11-5
• Giordano Formizzi, mwddeLe radici culturali dell'esperanto. La pedagogia di Giovanni Amos Comenio. Gabrielli Editori. mwddi2006. ISBN 88-6099-007-6
• mwdduCarlo Minnaja. mwddyL'esperanto in Italia. Alla ricerca della mwddcdemocrazia linguistica. Il Poligrafo. mwddg2007. ISBN 88-7115-546-7
• Ulrich Lins. mwddsLa lingua pericolosa. Storia delle persecuzioni contro l'esperanto sotto Hitler e Stalin. Traccedizioni. mwddw1990. ISBN 88-7205-000-6. Distribuito da mwdd4Edistudio.
• Irene Bignardi. mwdeaLe piccole utopie, Feltrinelli 2003 ISBN 88-07-17083-3
• mwdem(EO) mwdeqLudwik Lejzer Zamenhof. mwdeuLetero al N. Borovko ("Lettera a N. Borovko"), mwdey1895. (Tra le numerose ripubblicazioni, la mwdecEsperanto Association of North America la ripubblicò nel 1931 con codice mwdegASIN B000891FP2)
• mwdeo(EO) mwdesWilliam Auld. mwdewLa fenomeno Esperanto ("Il fenomeno esperanto"). mwde0Rotterdam. mwde4UEA. mwde81988
• mwdfe(EO) mwdfiClaude Piron. mwdfmLa bona lingvo (La lingua buona) trattato sull'uso corretto del lessico esperantista e altre buone abitudini, Paperback, mwdfu1989. ISBN 978-963-571-294-6
• mwdfg(EO) Claude Piron. mwdfkPsikologiaj reagoj al Esperanto (Reazioni psicologiche all'Esperanto) (saggio 1988)
• mwdfs(EO) mwdfwEdmond Privat. mwdf0Vivo de Zamenhof (Vita di Zamenhof), ELibro, mwdf42001. ISBN 91-7303-127-5

Sulla grammatica e il lessico

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• mwdgo(EO) L.L. Zamenhof. mwdgsmwdgwUnua Libro (Primo libro), mwdg01905 (Le ristampe dellmwdg4'mwdg8Unua Libro non hanno codice ISBN)
• mwdhe(EO) L.L. Zamenhof. mwdhiFundamento de Esperanto. mwdhmEdistudio. mwdhq1991. ISBN 88-7036-046-6
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• Roger Imbert; Tibor Sekelj; Ivica Spoliarek. mwdh0Esperanto. Introduzione alla lingua internazionale. Cooperativa Ed. Esperanto. mwdh41993. ISBN 88-85872-03-4
• mwdieCarlo Minnaja. mwdiiVocabolario italiano-esperanto. Cooperativa Ed. Esperanto. mwdim1996. ISBN 88-85872-05-0
• Katalin Smidéliusz. mwdiyAnalisi comparativa del lessico italiano-esperanto-ungherese. Cooperativa Ed. Esperanto. mwdic1997. ISBN 88-85872-09-3
• mwdioBruno Migliorini, Manuale di esperanto, mwdisSan Vito al Tagliamento, Edizioni Paolet, 1922

Sull'insegnamento dell'esperanto nelle scuole

• mwdi8The League of Nations and Esperanto - 1921-1922, mwdjaBritish Esperanto Association, mwdjeLondra, mwdji1922, pag. 12.
• Ippolito Piatti, mwdjuLa Conferenza di Ginevra e il problema della introduzione dell'Esperanto nelle Scuole, edizione Società Esperantiste Milanesi, mwdjyMilano, mwdjc1922, pag. 8 (interessante in particolar modo per i riassunti statistici).
• mwdjkLa Conferenza Internazionale per l'insegnamento dell'Esperanto nelle scuole, ne mwdjoL'esperanto, anno 9, n. 5, pagg. 98-106, mwdjwVerona - mwdj0San Vito al Tagliamento, aprile mwdj41922.
• École des Sciences de l'Éducation (mwdkaInstitut Jean-Jacques Rousseau), mwdkeConférence Internazionale pour l'Enseignement de l'Espéranto dans les Écoles - réunie au Secrétariat de la Société des Nations - du 18 au 20 Avril 1922 - Compie-rendu sommaire en francais, mwdkiGinevra, mwdkm1922.
• Schroeter, mwdkuEsperanto und weltliche Schule, in mwdkyDie freie Schule, anno 111 n. 30, mwdkcHerne, luglio mwdkg1923, pagg. 127-128.
• Amedeo Benedetti, mwdkoI libri per l'infanzia in Esperanto, in mwdksLG Argomenti, a. XLV, n. 3, lug.-sett. mwdk02009, pp.mwdk4 56–60.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itesperanto, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdss(IT, DE, FR) Esperanto, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Esperanto, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Esperanto, su Open Library, Internet Archive.
• citerefethnologue(EN) Esperanto, su Ethnologue: Languages of the World, Ethnologue.
• mwdlc(EO) mwdlgUniversala Esperanto-Asocio, l'associazione esperantista mondiale
• mwdlo(EO) mwdlsFederazione Esperantista Italiana, l'associazione esperantista italiana
• Corso gratuito mwdl0KIREK di lingua esperanto
• Corso internazionale gratuito mwdl8Saluton!
• mwdme(EO, EN, DE) Museo dell'Esperanto e Raccolta delle lingue pianificate, su onb.ac.at. URL consultato il 14 marzo 2007 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2006).
• mwdmmL'esperanto nella scienza all'epoca di internet mwdmqArchiviato il 19 gennaio 2012 in Internet Archive. del Prof. Amri Wandel
• mwdmcCanzoni italiane tradotte in esperanto, su cinquantini.it.
• Versione adattata per il web del mwdmkdizionario italiano-esperanto di mwdmoCarlo Minnaja, e versione scaricabile (scritta nel linguaggio multipiattaforma mwdmsTcl: mwdmwhVortaro)
• Corso gratuito di Esperanto dalla lingua inglese (c'è anche da Spagnolo, Francese e Portoghese) sul sito mwdm4Duolingo
• mwdnaLingua Esperanto in Europa e nel mondo, su lingvo.info.